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36° anniversario del disastro di Chernobyl

Oggi, 26 aprile, ricorre il 36° anniversario del disastro di Chernobyl.
Le conseguenze continuano a minacciare la salute di chi, specialmente i bambini, vivono nelle aree contaminate.
Le possiblità di aiuto per loro è sospesa ormai da due anni e le prospettive di ripresa si fanno sempre più remote.

 

 

SITUAZIONE BLOCCO VIAGGI

Dopo gli annunci di revoca del blocco dei viaggi anche da parte del fronte bielorusso, la prudenza suggerita nell’accogliere la notizia si sta rivelando più che necessaria.
Infatti in Bielorussia nessuno ha riscontro, nemmeno interpellando il Dipartimento per gli aiuti umanitari, che qualcosa di concreto si stia veramente verificando.
Indiscrezioni fanno pensare che si ritenga che i bambini bielorussi stiano meglio a casa propria che in Paesi considerati nemici.
Recentemente abbiamo anche riscontrato il blocco all’invio delle email con indirizzi con estensione .it.
Queste considerazioni e l’evidente inaffidabilità delle dichiarazioini effettuate ci fanno più realisticamente temere un grave allontanamento dello sblocco, per tacere del rischio di una chiusura definitiva.

DUE MAMME E TRE BAMBINI UCRAINI IN ITALIA CON LA RONDINE

Due giovani mamme, un bambino di tre anni e due bambine di quattro e nove anni ucraini, che ci hanno chiesto aiuto, sono giunti questa notte in Italia.
Ad attenderli insieme a noi anche Angela che ha aperto la sua casa per accoglierli.

ANCHE LA BIELORUSSIA REVOCA IL BLOCCO

Il 14 marzo, dopo avere ricevuto la notifica della revoca del blocco da parte italiana, anche la Bielorussia ne ha comunicato la revoca.

Ogni forma di prudenza è comunque assolutamente d’obbligo, essendoci ancora molti aspetti e difficoltà da superare.

La tempistica è però un poco sospetta, così come pare anche supponibile che possa essere un tentativo al solo scopo di ammorbidire le posizioni sanzionatorie dell’UE.

 

EMERGENZA UCRAINA

Purtroppo il Comitato interministeriale non è addivenuto ancora ad una soluzione per l’accoglienza di minori ucraini.
Considerando che da più parti si stanno raccogliendo elenchi di disponibilità all’accoglienza, che in una situazione di emergenza sarebbe troppo lungo aspettare l’iter di valutazione di famiglie affidatarie e tenendo conto che le eventuali assegnazioni devono passare dagli Enti pubblici preposti, l’ipotesi ancora in valutazione è quella di inserire i minori non accompagnati in famiglie che già hanno fatto esperienza di accoglienze solidaristiche temporanee.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali propenderebbe per questa possibilità che al momento incontra però perplessità e dubbi da parte dei Ministeri dell’Interno e delle Pari opportunità e Famiglia.

DA UNICEF E UNHCR

Dichiarazione congiunta del Direttore Generale dell’UNICEF Catherine Russell e dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi

Nell’ultima settimana, più di un milione di rifugiati sono stati costretti a fuggire dall’Ucraina in cerca di sicurezza e protezione. Centinaia di migliaia di loro sono bambini. Tra coloro che fuggono, molti non sono accompagnati o sono stati separati dai loro genitori o familiari.

I bambini privi di cure parentali sono ad alto rischio di violenza, abuso e sfruttamento. Quando vengono fatti spostare attraverso le frontiere, i rischi per questi bambini si moltiplicano. Inoltre, il rischio di tratta di esseri umani aumenta nelle emergenze.

L’UNICEF e l’UNHCR esortano tutti i paesi vicini e coinvolti a garantire l’immediata identificazione e registrazione dei bambini non accompagnati e separati che fuggono dall’Ucraina, dopo avergli permesso di accedere al loro territorio.

Gli Stati dovrebbero offrire spazi sicuri per i bambini e le famiglie subito dopo l’attraversamento delle frontiere, e connetterli ai sistemi nazionali di protezione dell’infanzia. Con l’emergenza attuale, è necessario poter espandere rapidamente la capacità di accordi di assistenza di emergenza con assistenti selezionati, così come altri servizi critici per la protezione dei bambini, anche contro la violenza di genere, ed i meccanismi di rintraccio e riunificazione delle famiglie.

Per i bambini e gli adolescenti in fuga senza le loro famiglie, l’affidamento temporaneo o altre forme di assistenza comunitaria attraverso un sistema governativo offrono una protezione fondamentale. L’adozione non dovrebbe avvenire nel corso o subito dopo il verificarsi di emergenze. Se dovesse essere nel superiore interesse del minore, laddove possibile, dovrebbe essere fatto comunque ogni sforzo per riunire i bambini con le loro famiglie.

Quasi 100.000 bambini, la metà dei quali con disabilità, vivono in istituti e collegi in Ucraina. Molti di questi bambini hanno parenti in vita o tutori legali. Abbiamo ricevuto segnalazioni di istituzioni che cercano di trasferire i bambini al sicuro nei paesi vicini o oltre questi. Pur riconoscendo che, in circostanze specifiche, le evacuazioni umanitarie possono salvare vite, e accogliendo con favore gli sforzi per portare i bambini al sicuro, è fondamentale che siano prese misure speciali nel superiore interesse del minore, e che sia garantito il consenso dei loro genitori o delle persone responsabili della loro cura. In nessun caso le famiglie dovrebbero essere separate a causa di trasferimenti o evacuazioni.

Coloro che sono legalmente responsabili dei bambini negli istituti in Ucraina devono assicurare che le evacuazioni siano fatte in accordo e in linea con le indicazioni delle autorità nazionali. I trasferimenti devono essere segnalati alle autorità competenti in Ucraina e nei paesi vicini immediatamente dopo aver attraversato il confine, e per quanto possibile, i bambini devono essere evacuati con i loro documenti di identificazione e i fascicoli che li riguardano.

L’UNHCR e l’UNICEF sono grati per la solidarietà e la disponibilità dimostrata dagli Stati nel sostenere i bambini non accompagnati e separati attraverso eventuali schemi di trasferimento. Allo stesso tempo, bisogna ricordare che i bambini non accompagnati e separati sono particolarmente vulnerabili e i loro bisogni immediati e la loro sicurezza nel luogo in cui si trovano devono avere la priorità nel breve termine, mentre vengono identificate soluzioni a medio e lungo termine basate sui loro superiori interessi.

L’UNHCR e l’UNICEF sono impegnati a lavorare insieme per sostenere le autorità nazionali nella tutela dei bambini, assicurando che la loro sicurezza e protezione siano messe al centro della risposta umanitaria.

 

REVOCATA LA SOSPENSIONE DEI PROGETTI DI ACCOGLIENZA

Minori Accolti nell’ambito dei programmi solidaristici di accoglienza

AVVISO – 1 marzo 2022

Programmi solidaristici di accoglienza di minori stranieri

La Direzione generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione, in considerazione dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 22 febbraio 2022 e, in particolare dell’art. 1, comma 1 e 2, della citata Ordinanza, ai sensi del quale:

1. A condizione che non insorgano sintomi da Covid-19, l’ingresso sul territorio nazionale è consentito alle seguenti condizioni:

a) presentazione al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque è deputato a effettuare controlli del digital Passenger Locator Form mediante visualizzazione dal proprio dispositivo mobile oppure in copia cartacea;

b) presentazione al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque è deputato a effettuare controlli di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, o di altra certificazione attestante le condizioni di cui al citato articolo 9, comma 2, riconosciuta come equivalente secondo provvedimenti adottati dal Ministero della salute e nei termini di durata stabiliti dai Regolamenti europei vigenti in materia.

2. Solo in caso di mancata presentazione di una delle certificazioni di cui al comma 1, lettera b), si applica la misura della quarantena presso l’indirizzo indicato nel digital Passenger Locator Form, per un periodo di cinque giorni, con l’obbligo di sottoporsi a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, alla fine di detto periodo”

comunica che a partire dal 1° marzo 2022, e fino al 31 marzo 2022, le misure previste dalle Ordinanze del Ministro della Salute del 28 settembre 2021, 22 ottobre 2021, 14 dicembre 2021 e 27 gennaio 2022 cessano di applicarsi e sono uniformate le regole di ingresso sul territorio nazionale.

Il gruppo di lavoro interministeriale ad hoc costituito, composto dai rappresentanti delle amministrazioni del  Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riunitosi da ultimo in data 28 febbraio 2022, alla luce della citata Ordinanza informa che la sospensione dello svolgimento dei programmi solidaristici di accoglienza dei minori stranieri, di cui all’art. 33 del d.lgs. 286/1998 e agli artt. 8 e 9 del DPCM 535/1999 è revocata.

 

 

EMERGENZA UCRAINA

La Rondine ha comunicato al Ministero competente la propria disponibilità alle accoglienze di profughi ucraini, in particolare minori.

Il Ministero comunicherà eventuali istruzioni e modalità di intervento, non escluso quello economico.

LA RIPRESA DEI VIAGGI SI ALLONTANA

La situazione di crisi Russia-Ucraina, che vede coinvolta anche la Bielorussia, allontana concretamente le possibilità di accordi per la ripresa dei viaggi dei bambini

RERERENDUM COSTITUZIONALE IN BIELORUSSIA

Il 27 febbraio i bielorussi saranno chiamati a votare si o no al referendum che propone modifiche alla costituzione.

I più salienti:

– la reintroduzione del limite dei due mandati per l’elezione del presidente della repubblica, a partire dalla prossima elezione. L’attuale presidente ripartirebbe quindi da zero e potrebbe essere rieletto per altre due volte restando in carica fino al 2035

– l’estensione del mandato del parlamento da quattro a cinque anni

– l’introduzione dell’Assemblea popolare, nuovo organo che dovrebbe operare in parallelo con il parlamento.
Il presidente della repubblica ne fa parte e può eleggere il suo presidente

– l’abolizione della neutralità nucleare della Bielorussia

– garanzie per gli ex presidenti. L’ex capo di Stato non può essere ritenuto responsabile per le azione compiute mentre era in carica