ASSOCIAZIONE LA RONDINE
Associazione La Rondine
Via Mozart, 20 - 20021 Bollate (MI)
02 33300735
info@larondine.it

STATUTO

DENOMINAZIONE – SEDE – SCOPI
Art.1) – E’ costituita un’Associazione laica, apolitica ed apartitica denominata “La Rondine”. Essa ha sede legale in Bollate, via Mozart, 20.
Art.2) – L’Associazione non ha scopo di lucro. Essa promuove e gestisce iniziative di solidarietà a favore di persone, in particolar modo di giovani e bambini, anche straniere, in stato di precarietà, bisogno e disagio, finalizzate alla soluzione dei loro problemi di salute, di integrazione sociale e famigliare.
Per il raggiungimento di questo scopo l’associazione promuoverà iniziative di aiuti e solidarietà ed iniziative di informazione tese a rendere noti all’opinione pubblica del territorio i problemi del disagio e della solidarietà sociale ed a sviluppare la civile tolleranza tra strati sociali e culture differenti.
Per il raggiungimento del suo scopo l’Associazione può anche partecipare come socio ad altre organizzazioni, nazionali ed internazionali, aventi in tutto o in parte scopi simili.
L’Associazione potrà anche avere sedi decentrate con un responsabile referente.

SOCI
Art.3) – Sono previste due categorie di soci:
- Soci Fondatori
- Soci Ordinari
I soci fondatori sono coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo.
Il numero di soci ordinari è illimitato.
Possono essere soci ordinari:
- tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno di età e ne fanno richiesta scritta al consiglio direttivo, dichiarando di accettare integralmente il presente statuto e che dal consiglio stesso vengono accettati.
- enti, comunità o istituti, tramite rappresentanti pro-tempore, che ne facciano richiesta al consiglio direttivo e che dal consiglio stesso vengono accettati.
Il consiglio direttivo può respingere una domanda di ammissione motivando la decisione.
Il consiglio direttivo stabilisce ogni anno la quota di associazione per i soci fondatori, i soci ordinari e per i soci ordinari che non siano persone fisiche.
Art.4) – Tutti i soci sono tenuti a versare la quota annua corrispondente alla propria categoria e a collaborare, nei limiti delle proprie possibilità, alle iniziative dell’associazione, in particolare a quelle che riguardano il loro territorio.
Le prestazioni dei soci devono essere a titolo gratuito.
Art.5) – I soci fondatori e ordinari hanno diritto:
- a partecipare all’assemblea dell’associazione con diritto di voto;
- a presentare argomenti da porre all’ordine del giorno dell’ assemblea, con richiesta scritta, secondo quanto disposto nell’art.8.
- ad essere informati almeno una volta all’anno sull’andamento dell’attività dell’associazione con apposita circolare del consiglio direttivo e a ricevere copia del rendiconto economico.
Art.6) – La qualità di socio si perde per decesso, dimissioni, mancata corresponsione della quota sociale entro l’anno successivo o per espulsione a seguito di comportamento che contravvenga gravemente ai fini statutari o danneggi l’immagine della Associazione.
L’espulsione di un socio è proposta dal Consiglio Direttivo e decisa dall’assemblea.
I soci che per qualunque motivo hanno cessato di fare parte dell’ associazione non hanno alcun diritto sulle somme da essi versate o sul patrimonio dell’ associazione. Gli eredi di soci defunti non hanno alcun diritto su quanto versato dal socio o sul patrimonio dell’ associazione.

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Art.7) – Gli organi dell’ associazione sono:
a) l’assemblea;
b) il consiglio direttivo;
c) il presidente;
d) il collegio dei revisori dei conti.
Tutte le cariche sono prestate a titolo gratuito da soci dell’associazione. E’ vietato corrispondere emolumenti, anche in natura, ai soci che ricoprono cariche sociali.
Art.8) – L’assemblea è costituita dai soci ed è presieduta da un socio eletto dall’assemblea.
L’assemblea delibera:
a) sul programma e l’attività dell’associazione;
b) sul rendiconto economico e sulla relazione finanziaria presentata dal consiglio;
c) sulla nomina delle cariche sociali;
d) sulle sedi decentrate e relativi responsabili;
e sugli argomenti posti all’ordine del giorno, che non siano riservati all’assemblea straordinaria (vedi art.10).
L’assemblea deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno una volta l’anno, entro il 30 Aprile, per l’approvazione del bilancio.
L’assemblea deve inoltre essere convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.
Il consiglio direttivo provvede ad inviare comunicazione scritta ad ogni socio, almeno 10 giorni prima della data stabilita per l’assemblea. Detta comunicazione dovrà contenere l’indicazione del luogo, della data e dell’ora stabiliti per la prima e la seconda convocazione, nonché un elenco degli argomenti all’ordine del giorno.
L’ordine del giorno viene fissato dal consiglio direttivo, che dovrà tenere conto anche degli argomenti eventualmente proposti dai soci. Le richieste dei soci relative all’ordine del giorno dovranno pervenire al consiglio prima della riunione in cui il consiglio stesso fissa la data dell’assemblea. Il consiglio direttivo è tenuto ad informare anche di eventuali argomenti proposti dai soci e non inseriti nell’ordine del giorno.
Art.9) – Hanno diritto ad intervenire all’assemblea tutti i soci in regola con il pagamento della quota annuale.
L’assemblea è presieduta da un socio eletto dall’assemblea. L’assemblea nomina il presidente come primo atto.
Le deliberazioni assembleari dovranno risultare da verbale firmato dal presidente e dal segretario.
L’assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà dei soci aventi diritto al voto, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci intervenuti.
Nelle deliberazioni di approvazione del rendiconto ed in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno voto.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. A parità di voti la proposta è da ritenersi respinta.
L’assemblea potrà dotarsi di un regolamento per l’attuazione pratica del presente statuto.
In sede di elezione alle cariche sociali, resteranno eletti i candidati che avranno ricevuto il maggior numero di voti. In caso di parità di due candidati, si procederà a un ballottaggio.
I soci potranno esprimere al massimo tante preferenze quante sono le persone da eleggere, ma anche schede con un numero minore di preferenze saranno ritenute valide.
Le deliberazioni dell’assemblea contrarie alla Legge, all’atto costitutivo o allo statuto possono essere annullate su istanza degli organi dell’ Associazione, di qualunque associato o del pubblico ministero.
Art.10) – L’assemblea straordinaria è convocata con la stessa procedura dell’assemblea ordinaria. Potrà anche svolgersi in occasione di quella ordinaria, precedendola.
Per modifiche all’atto costitutivo ed allo statuto occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti;
Per scioglimento della Associazione e devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Art.11) – L’associazione è amministrata dal consiglio direttivo. Il consiglio è composto dal presidente dell’associazione, che lo presiede, e da 4 membri, eletti dall’assemblea. I membri durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Per qualsiasi ragione venisse a mancare uno dei membri del consiglio direttivo, il consiglio stesso, alla prima riunione, provvede alla sua sostituzione con il primo dei non eletti facenti parte della lista.
Art.12) – Il consiglio direttivo, nella sua prima riunione, provvede ad eleggere al suo interno, ove non abbia provveduto l’assemblea, un vice presidente, un segretario e un tesoriere. Queste ultime due cariche possono essere cumulate nella stessa persona.
Art.13) – Il consiglio direttivo è convocato dal presidente ogni volta lo ritenga necessario ed almeno due volte all’anno per deliberare sul rendiconto, su ordine del giorno, data e luogo dell’assemblea, sulle quote associative e per redigere o approvare la relazione annuale sull’attività dell’associazione. Viene convocato anche su richiesta motivata di almeno due consiglieri.
Perché possa deliberare è necessaria la presenza di almeno tre membri.
Le deliberazioni del consiglio sono prese per voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.
Delle adunanze del consiglio direttivo viene redatto verbale, a cura del segretario o, in sua assenza, da un verbalista nominato dal consiglio stesso. Il verbale viene firmato dal segretario e dal presidente.
I soci hanno diritto a prendere visione dei verbali.
Art.14) – Al consiglio direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria amministrazione e quelli di straordinaria amministrazione in caso di urgenza. Le delibere di straordinaria amministrazione dovranno essere ratificate da un’assemblea ordinaria convocata entro 60 giorni dalla data della delibera.
Il consiglio direttivo ha il compito di dare esecuzione alle delibere dell’assemblea e di redigere il regolamento per il funzionamento dell’associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti i soci. Il regolamento per essere valido deve essere approvato dall’assemblea. Deve essere allegato allo statuto.
Il consiglio direttivo può procedere, conformemente alla Legge 266/91, ad assumere o a licenziare dipendenti dell’associazione e decidere sulla loro retribuzione e su ogni altra questione relativa al rapporto di lavoro, nel rispetto della normativa in materia; delibera sull’ammissione ed espulsione dei soci; promuove ed esegue tutte le iniziative di cui all’oggetto sociale; compie tutto quanto rientri direttamente o indirettamente nell’oggetto e negli scopi sociali.
Art.15) – Il presidente rappresenta l’associazione nei rapporti con terzi e in giudizio, ha la firma sociale e cura l’esecuzione dei deliberati dell’assemblea e del consiglio direttivo. E’ eletto direttamente dall’assemblea e dura in carica tre anni. E’ rieleggibile.
In caso di assenza o impedimento del presidente, le sue attribuzioni e la firma sociale spettano al vice presidente; in caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo, la firma spetta congiuntamente a due consiglieri.
Art.16) – Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri ed un supplente. Verifica la gestione economica e finanziaria dell’associazione, controlla i libri di cassa e li controfirma. I revisori durano in carica due anni e sono rieleggibili.

FONDO PATRIMONIALE – ESERCIZIO
Art.17) – Il fondo patrimoniale dell’associazione è costituito:
- dalle quote associative annuali;
- dai proventi delle iniziative sociali;
- da sovvenzioni, contribuzioni, donazioni o lasciti di persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private;
- da beni mobili o immobili che potranno divenire di proprietà dell’associazione;
- da eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenze di bilancio e da ogni altro provento o contributo che derivi all’associazione anche per disposizioni di legge, in relazione all’attività svolta.
Art.18) – L’anno finanziario coincide con l’anno solare. Entro il mese di febbraio di ogni anno verrà predisposto dal Consiglio Direttivo il rendiconto economico.
Gli eventuali residui attivi di gestione potranno essere impiegati per la promozione delle attività sociali, per il miglioramento delle sue strutture, per costituire un fondo di riserva o infine essere lasciati nelle casse sociali come fondo spese.
Il patrimonio e i fondi sono destinati esclusivamente alle attività sociali e non possono essere ripartiti tra i soci, nemmeno in modo indiretto. In particolare l’associazione non potrà cedere beni o servizi a condizioni più favorevoli a soci, a dipendenti e a coloro che a qualsiasi titolo operino per l’organizzazione o ne facciano parte.
Art.19) – L’associazione non può, in alcun modo, promuovere o tutelare gli interessi economici, politici, sindacali o di categoria di soci, amministratori, dipendenti (vedi art.14) o soggetti facenti parte a qualunque titolo dell’organizzazione stessa o che ad essa sono legati da un rapporto continuativo di prestazione d’opera retribuito, nonché di soggetti che effettuano erogazioni liberali nei confronti dell’organizzazione. Il divieto si applica anche in riferimento a coniugi, parenti e affini fino al quarto grado.

SCIOGLIMENTO, LIQUIDAZIONE, NORME FINALI
Art.20) – Tutte le eventuali controversie tra i soci e tra questi e l’Associazione o i suoi organi saranno sottoposte alla competenza di tre probiviri da nominarsi dalla assemblea: questi giudicheranno, secondo coscienza, senza formalità di procedura e il loro lodo sarà inappellabile.
Art.21) – In caso di scioglimento della associazione, il patrimonio residuo sarà ceduto ad altra organizzazione o ente senza fine di lucro con scopi compatibili con quelli dell’associazione “La Rondine”. La destinazione del patrimonio è decisa dall’assemblea straordinaria che decreta lo scioglimento stesso.
Art.22) – L’associazione è esente dall’imposta di bollo e dall’imposta di registrazione per gli atti costitutivi e quelli connessi allo svolgimento della propria attività, in quanto organizzazione di volontariato ad esclusivi fini di solidarietà, secondo l’art.8 comma 1 della Legge 11/08/91 n.266.
Art.23) – Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle disposizioni di legge vigenti in materia.